Ciao, domani,
Sabato non ci sarò...
quindi oggi ecco la musics per domani!
Oggi non mettero una canzone,
vi parlero appunto della musica.
TRATTO DA WIKIPEDIA-CANZONE
(SONO ONESTA)
In musica, una canzone è una composizione breve, scritta per essere eseguita da una o piùvoci, per lo più con accompagnamento strumentale.Musica destinata al popolo, di facile presa e assimilazione, si giovò agli inizi di elementi colti e popolari. È quasi impossibile stabilire dove sia nato questo genere e chi siano stati i primi autori, anche se in Europa i primi esempi risalirono al Medioevo e il patrimonio più antico sembrerebbe quello proveniente dall'Antico Egitto con la tradizionale canzone popolare della trebbiatura.[2]
La canzone napoletana derivò dalla villanella del Cinquecento eseguita con l'accompagnamento di strumenti a fiato e a percussione, riadattata ad un modo di cantare più popolare ed assorbì in seguito alcuni aspetti formali e stilistici dell'opera buffa delSettecento, miniera d'oro anche per il vasto repertorio impreziosito di umanità, drammaticità e spensieratezza.[3] La canzone napoletana ebbe alterne fortune e dopo un periodo di declino, verso la fine del Seicento, allontanata dalla città, trovò nuova linfa creativa nelle campagne, prima di riesplodere nuovamente al suo ritorno cittadino. Basti citare alcuni brani che hanno varcato i confini nazionali, come Te voglio bene assaje di Donizetti, Fenesta ca lucive attribuita tra gli altri anche a Vincenzo Bellini, Santa Lucia di Teodoro Cottrau, agevolati dal felice connubio tra compositori di alta maestria e poeti raffinati e incisivi.[4]
Raramente altre canzoni regionali sono riuscite a varcare i limiti dialettali, così come appare arduo rintracciare un comune denominatore ed uno stile univoco per la canzone italiana, diversamente dal caso francese, dove le radici del vaudeville derivarono dalla chanson del Cinquecento, come evidenziato dallo stile, dalla tradizione del giornale-cantato.[1] Sempre nell'Ottocento in Germania si verificò un altro grande connubio fra musica e poesia, denominato Lied, che ebbe in Franz Schubert uno dei massimi esponenti.
Se l'origine della canzone è strettamente legato a quello della musica popolare, potendo generalizzare, in ogni nazione si rintracciano tre filoni importanti:[2] il primo è quello folk che recupera arie, canti antichissimi e locali che provengono sia dai campi sia dal mare e dai monti ed in Italia si suddivisero a seconda della provenienza geografica, in ballate narrative nel nord, costituite da un substrato celtico, mancante invece nel Meridione, al di sotto delle antiche strofe latine, e in strambotti nel sud; il secondo è quello della canzone per la danza, che prevede una prevalenza della musica sui testi, il terzo è quello poetico che cerca di esprimere sentimenti e ideali da diffondere, da cui nascono sia le canzoni generalmente tipiche del nord con argomenti storici, politici, militareschi, familiari e occasionalmente sentimentali, in cui assume maggiore priorità il contenuto sulla forma, tranne che per le musiche da ballo, sia quelle tipiche del sud sognanti, ammiccanti, edulcorate, distraenti con argomenti sentimentali ma anche paesaggistici e familiari, talvolta strappalacrime come la lunga sequenza di canzoni dedicate agli emigranti.[3]
La ricerca storica sulla musica popolare ha rintracciato le origini di varie canzoni vocali folk nell'Italia settentrionale, come ad esempio il trallalero corale e di compagnia in Liguria, lostornello umoristico e farcito di personaggi come il tipico Crapapelada in Lombardia, il villottalirico e monostrofico nelle tre Venezie e in Friuli, e scendendo giù per la Penisola, lo stornello, i rispetti e le canzoni corali i bei inToscana, il batacchio (o vatocco) a più voci contrastate nelle Marche e negli Abruzzi, la canzone a ffigliola, la fronna e' limone e latarantella in Campania e nella Puglia, i hhiuri e i rispetti in Calabria, i ciuri in Sicilia e i mutos in Sardegna. Ma nell'Italia meridionale molti di queste canzoni si possono considerare varianti più o meno vicine agli stornelli toscani,
Le canzoni moderne di dividono in melodiche e sincopate e la loro popolarità fu inizialmente dovuta alla popolarità dei caffè-concerto, poi alla diffusione dell'industria discografica e dei suoi prodotti sempre più appetibili al grande pubblico, al film musicali, alla radio e allatelevisione.La forma musicale più diffusa nella musica leggera è naturalmente la canzone. Essa è eseguita di solito da formazioni ridotte (strumenti come chitarra, basso, batteria e tastiere), ma qualche volta anche da formazioni orchestrali più o meno grandi.
Vediamo più da vicino come si caratterizza la struttura di una canzone. Generalmente è formata da tre elementi principali: una melodia (il canto), un’armonia (gli accordi) e untempo (grado di velocità e andamento ritmico). Queste tre componenti possono essere sviluppate, intrecciate e arricchite in vari modi. L'impianto più frequente di una canzone è dato da introduzione, strofa, ritornello (o refrain) ripetizione della strofa, eventuale breveinciso strumentale, di nuovo un ritornello (a volte con variazione) e finale (o cadenza). Lo standard di una canzone di musica leggera è caratterizzato pertanto dall’alternanza strofa/ritornello, con una “cornice” di introduzione e finale, la cui durata complessiva, per esigenze commerciali, dovrebbe essere compresa in un range di 3/4 minuti.
Questa semplice formula può presentare molte varianti. Spesso fra la strofa e il refrain è presente un bridge (o ponte) che costituisce appunto un passaggio di diversa struttura armonica e melodica per lanciare il ritornello. Nella stesura dell’arrangiamento a volte il brano viene “incorniciato” da un motivo aggiunto che può fungere da introduzione, intermezzo strumentale, o finalino. E se si tratta di un riff corto può essere riproposto ad ogni cambio di strofa. Per imprimere un “cambio di marcia”, un’impennata energetica ad un brano un po’ stanco e monotono, un "trucco" diffusissimo - forse abusato ma sempre efficace - è far salire la tonalità di mezzo tono o più. In genere il salto si fa a metà canzone, all’uscita della strofa o del ritornello, e l’operazione può ripetersi anche più volte. Quando il disegno melodico lo permette, tra una frase cantata e l’altra, si può introdurre un contrappunto solistico strumentale che, alternandosi e avvolgendosi al motivo conduttore, può arricchirlo e caratterizzarlo.
Benissimo, ciao...

1 commento:
Non si fa copia-incolla da Wikipedia u.u
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